Italian 0003 – Une Piccolo Storia – 3 aprile 2022


graphix: spwilcen

Il Nonno Era Un Pescatore

“Nonno, perché hai le mani rugose?”

“Sono vecchio, ometto.”

“Solo perché sei vecchio, hai le mani rugose?”

“No. Il duro lavoro e l’essere vecchi insieme rendono le mani rugose di un uomo.”

“Che tipo di lavoro hai fatto, nonno?”

“Ero un pescatore. Nel villaggio dove vivevamo quando tuo padre era un ometto. Anni prima tuo padre di trasferirsi in città. Molto prima che tu nascessi.”

“Ecco perché ti piace il pesce!”

“Forse. Non lo so. Mi piace solo il pesce. Per pescare e mangiare pesce. Tua nonna sapeva cucinare tutto il pesce che pescavo per il mercato.”

“Non ho mai conosciuto la nonna.”

“Purtroppo no, ometto.”

“Mi sarebbe piaciuta la nonna?”

“Oh si! E sono certo che alla nonna saresti piaciuta.”

“Sì?”

“Sì. Moltissimo!”

“Ma hai le mani rugose. Fanno de male, nonno?”

“No, ometto, non fanno male. Un pescatore è sempre in condizioni meteorologiche. È stato un duro lavoro. Il duro lavoro e il sole e il vento mi hanno fatto raggrinzire le mani.”

“E perché sei vecchio.”

“Sì, ometto. E perché sono vecchio.”

“Ti è piaciuto il lavoro? Pesca?”

“È stato un buon lavoro. Mi è piaciuto molto.”

“Anche se ti ha reso vecchio?”

“Il duro lavoro non mi ha reso vecchio.”

“Cosa ti ha reso vecchio, nonno?”

“Dio mi ha permesso di invecchiare.”

“Dio non ti ha reso vecchio?”

“No. Mi ha dato molti anni. Invecchiare dipendeva da me.”

“Non capisco, nonno.”

“Devo essere stato bravo. Dio mi permetta di invecchiare per vederti, ometto.”

“La nonna non era brava? Non si è comportata bene?”

“Oh sì, l’ha fatto. Anche lei mi ha aiutato a essere buono.”

“Ti nonna aiutato, nonno?”

“Sì. C’erano volte in cui non volevo essere bravo. La nonna ha fatto in modo che mi comportassi bene.”

“Allora perché Dio non ha permesso alla nonna di invecchiare per vedermi?”

“Quello, ometto, non lo so. Alcune persone invecchiano. Alcuni no. Sospetto che Dio sapesse che la nonna era stanca. Dio le ha dato un po’ di riposo.”

“Diventerò vecchio, nonno?”

“Lo spero.”

“Diventerò vecchio come te?”

“Lo spero. Lo spero.”

“Le mie mani saranno tutte rugose?”

“Ah! Sì, forse.”

“Nonno, quanti anni hai?”

“Settanta cinque.”

“Settantacinque! Oh! Quasi cento!”

“Non proprio, ma si sta avvicinando.”

“Diventerai cento, nonno?”

“A volte lo spero.”

“Solo qualche volta? Voglio arrivare a dieci anni. Tutto le tempo.”

“Avrai dieci anni, presto. Molto presto.”

“Non capisco, nonno.”

“Che cosa?”

“Non vuoi essere sempre cento?”

“A volte, no.”

“Come mai?”

“A volte essere vecchio mi fa male.” 

“Dove, nonno? Forse possiamo mettere una benda dove fa male e renderlo migliore”.

“Non quel tipo di dolore, ometto.”

“Dove ti fa male?”

“Nella mia testa. Nei miei pensieri. Preoccupazione.”

“Eh?”

“Vedo così tante cose che dovrebbero essere cambiate. Eppure non posso apportare le modifiche.”

“Forse posso farlo per te nonno.”

“Non per me, ometto.”

“Per chi?”

“Per te e per i tuoi figli.”

“Ah, nonno! Non ho figli!”

“Sì. Ma hai già quasi dieci anni. Prima che tu te ne accorga, sarai proprio come tuo padre con figli.”

“Allora sarò vecchio.”

“Sì, ometto, allora sarai vecchio.”

“Farò male come te nonno? Nei miei pensieri?”

“Sì, ma forse puoi aggiustare le cose.”

“Sì, nonno, posso.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Dì, nonno?”

“Sì, ometto?”

“Quando sarò vecchio, le mie mani si raggrinziranno? Come il tuo?”

“Probabilmente no.”

“Spero che lo facciano.”

“Come mai?”

“Così posso essere come mio nonno.”

(c) spwilcen 2022

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